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Esportare negli Stati Uniti nel 2026: dazi doganali, documenti e cosa cambia per chi vende online

· 14 min di lettura · Marketplace all'estero

Risposta breve: Per esportare negli Stati Uniti dall'Italia nel 2026 devi tenere d'occhio tre cose. Dal lato italiano, la vendita è una cessione all'esportazione non imponibile IVA, a patto che l'uscita risulti da un documento doganale: ti servono un codice EORI e una dichiarazione di esportazione. Dal lato americano, dal 24 luglio 2026 la maggior parte delle merci UE paga un dazio complessivo del 10% (dazio ordinario incluso), con esenzioni e con regimi propri per acciaio, alluminio, rame, auto e farmaci. E non esiste più la franchigia de minimis di 800 dollari: anche il pacco piccolo spedito a un cliente privato paga dazio. Se gli Stati Uniti si aggiungono ad Amazon.it e agli altri canali, tieni tutto in un'unica dashboard per magazzino e ordini di tutti i canali.

Cosa è cambiato nel 2026

Chi ha guardato i dazi americani un anno fa troverà un quadro diverso. Secondo la nota informativa dell'Agenzia ICE (aggiornata al 29 luglio 2026):

  • 20 febbraio 2026: la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiara illegittimi i dazi "reciproci" basati sulla legge IEEPA. Cade quindi anche la base giuridica del tetto del 15% concordato tra USA e UE nel 2025.
  • 24 febbraio 2026: entra in vigore un dazio aggiuntivo temporaneo del 10% (Sezione 122), uguale per tutti i paesi, sommato al dazio ordinario.
  • 24 luglio 2026: il dazio temporaneo scade e gli Stati Uniti applicano a 60 economie, UE compresa, un nuovo regime basato sulla Sezione 301.

Per le merci dell'UE la regola della Sezione 301 è questa: l'aliquota complessiva è del 10%, compreso il dazio ordinario (MFN, nazione più favorita).

Dazi doganali per esportare negli Stati Uniti

  • 0% — Dazio aggiuntivo Sezione 301: 10%; Totale: 10%
  • 4% — Dazio aggiuntivo Sezione 301: 6%; Totale: 10%
  • 10% o più (es. 15%) — Dazio aggiuntivo Sezione 301: 0%; Totale: il dazio ordinario

L'esempio del 4% è quello usato dalla dogana francese nella sua scheda sulle misure americane. Per conoscere il dazio ordinario del tuo prodotto devi partire dalla classificazione doganale: l'ICE consiglia di verificarla su Access2Markets, il portale della Commissione europea.

Esenzioni e prodotti con regole proprie

  • Liste di esenzione. La Sezione 301 non si applica ai prodotti elencati negli allegati dell'avviso USTR (Annex I e II), che comprendono tra l'altro materie prime e beni non producibili in quantità sufficiente negli Stati Uniti.
  • Prodotti della Sezione 232. Acciaio, alluminio, rame e molti loro derivati hanno dazi settoriali propri, che possono arrivare al 50%. Su questi la Sezione 301 non si somma.
  • Auto e componenti: per l'UE, secondo l'ICE, un massimo del 15% dazio ordinario incluso; i veicoli commerciali pagano il 25%.
  • Farmaci brevettati: dazio del 100%, da cui sono escluse le imprese di paesi con un accordo, come l'UE, a cui si applica un massimo del 15%.

Su quale valore si calcola il dazio

Negli Stati Uniti la base è il prezzo FOB indicato nella fattura commerciale (Commercial Invoice): il trasporto non entra nel calcolo. Una fattura chiara, con valore corretto, origine e codice doganale, non è burocrazia: è il documento su cui si paga.

La fine del de minimis: anche i piccoli pacchi pagano

Per anni un pacco fino a 800 dollari entrava negli Stati Uniti senza dazi. Non più: la franchigia è soppressa per tutti i paesi dal 29 agosto 2025, e l'Ordine esecutivo 14388 del 20 febbraio 2026 conferma che non si applica a nessuna spedizione, qualunque sia il valore.

Per chi vende online questo significa:

  • Corriere espresso: ogni pacco va dichiarato con una dichiarazione doganale completa nel sistema americano (ACE) e paga tutti i dazi e le tasse.
  • Posta: dal 24 luglio 2026 vale una nuova procedura informale per gli invii fino a 2.500 dollari, presentata dal proprietario o dall'acquirente della merce oppure da un doganalista americano autorizzato (licensed customs broker).
  • Dal 22 ottobre 2026 sono escluse dalla procedura postale le merci soggette ai dazi aggiuntivi dei capitoli 98 e 99 della tariffa USA, dove rientrano quelli della Sezione 301, e quelle soggette ai requisiti di un'altra agenzia federale. Per queste servono un'entrata formale o il nuovo "Entry Type 13". In pratica, per gran parte dei prodotti UE la spedizione "leggera" per posta non c'è più.

Chiedi al tuo corriere chi presenta la dichiarazione e chi paga il dazio. L'ICE ricorda di controllare gli Incoterms del contratto: decidono se il dazio è a carico tuo o del cliente.

Lato italiano: EORI, dichiarazione di esportazione e IVA

  1. Codice EORI. È obbligatorio per tutte le operazioni doganali nell'UE, esportazioni comprese. Lo assegna la dogana del paese in cui sei stabilito e non scade.
  2. Dichiarazione di esportazione. La procedura di esportazione è obbligatoria per le merci UE che escono dall'Unione, con pochissime eccezioni. Si fa in due fasi, esportazione e uscita, e la dichiarazione è elettronica, tramite il sistema AES. Di solito la presenta il corriere o uno spedizioniere doganale per conto tuo.
  3. IVA. Per l'art. 8 del d.P.R. 633/1972 le cessioni con trasporto fuori dall'UE a cura o a nome del venditore sono non imponibili, ma l'esportazione deve risultare da un documento doganale. Conserva la prova dell'uscita insieme alla fattura. Normattiva indica l'articolo come abrogato dal D.Lgs. 10/2026 (nuovo Testo unico IVA) dal 1° gennaio 2027: chiedi al commercialista quali riferimenti usare in fattura dal prossimo anno.

Documenti per esportare negli Stati Uniti: la lista minima

  • Fattura commerciale con valore FOB, descrizione precisa, paese d'origine e codice doganale.
  • Dichiarazione di esportazione e prova di uscita dall'UE.
  • Codice EORI in tutti i documenti doganali.
  • Dati di spedizione: peso, colli, Incoterm.
  • Certificazioni di settore, quando il prodotto le richiede.

Conviene avere codice doganale, origine e peso già nell'anagrafica prodotto, accanto al codice sku e all'EAN, invece di ricostruirli a ogni ordine.

Prodotti alimentari: la FDA

Se esporti cibo, vino o olio, si aggiunge la Food and Drug Administration. Secondo la FDA, gli stabilimenti che producono, lavorano, confezionano o immagazzinano alimenti destinati agli Stati Uniti devono registrarsi e rinnovare la registrazione ogni due anni, e ogni spedizione di alimenti va notificata in anticipo (prior notice). Senza questi passaggi la merce si ferma in dogana.

Esempio: quanto pesa il dazio su una vendita

Ipotizziamo (cifre inventate) di vendere a un cliente americano un articolo in pelle con valore FOB di 200 dollari e un dazio ordinario ipotetico del 5%:

  • Valore FOB in fattura — 200,00 $
  • Dazio ordinario ipotetico 5% — 10,00 $
  • Sezione 301 (fino al 10% totale) — 10,00 $
  • Dazio totale — 20,00 $

A questo si aggiungono spedizione, eventuali costi del doganalista e le tasse americane, che dipendono dal caso. Se il prodotto ha un dazio ordinario del 12%, la Sezione 301 è zero e paghi solo i 24 dollari del dazio ordinario. Rifai il conto con la tua voce doganale prima di fissare il prezzo in dollari.

Vendere online negli Stati Uniti senza perdere il controllo del magazzino

Puoi vendere ai clienti americani dal tuo e-commerce, su eBay o su un marketplace americano, oppure mandare la merce in un magazzino negli Stati Uniti. Ogni strada ha i suoi costi doganali, ma il problema di fondo è sempre lo stesso: lo stesso articolo è in vendita su più canali. Come per esportare in svizzera, un mercato in più è un canale in più, non un magazzino in più. Se la merce resta in Italia, ogni vendita americana deve scalare la stessa giacenza di Amazon.it; se la mandi in un magazzino negli Stati Uniti, quella diventa una scorta separata da riordinare con settimane di anticipo. E conviene calcolare il margine per canale, con dazio e spedizione dentro.

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Domande frequenti

Quanto sono i dazi per esportare negli Stati Uniti dall'Italia?
Dal 24 luglio 2026, per la maggior parte delle merci UE l'aliquota complessiva è del 10%, compreso il dazio ordinario: se il dazio ordinario è già del 10% o più, non si aggiunge nulla. Ci sono liste di esenzione, e acciaio, alluminio, rame, auto e farmaci hanno regole proprie. Verifica sempre la tua voce doganale.

Un pacco piccolo spedito a un privato paga il dazio?
Sì. La franchigia de minimis di 800 dollari è soppressa per tutti i paesi dal 29 agosto 2025. Con il corriere ogni pacco va dichiarato e paga i dazi; per posta, dal 22 ottobre 2026 le merci soggette ai dazi aggiuntivi, come quelli della Sezione 301, richiedono un'entrata formale o l'"Entry Type 13".

Quali documenti servono per esportare negli Stati Uniti?
Codice EORI, dichiarazione di esportazione con prova di uscita dall'UE, fattura commerciale con valore FOB, origine e codice doganale, dati di spedizione e, per alcuni prodotti, certificazioni di settore. Per gli alimenti servono anche la registrazione FDA dello stabilimento e il preavviso di ogni spedizione.


Fonti: Agenzia ICE ("Nota informativa per le imprese italiane sui dazi statunitensi", aggiornamento 29.07.2026); Direction générale des douanes et droits indirects ("Droits de douane américains : mesures tarifaires américaines et européennes en vigueur", aggiornata 20.10.2026); USTR (fact sheet del 23 luglio 2026 sull'azione Sezione 301); The White House (Executive Order 14388, 20 febbraio 2026); Commissione europea, DG TAXUD ("EORI", "Exportation"); Normattiva (d.P.R. 633/1972, art. 8); U.S. Food and Drug Administration ("Registration of Food Facilities and Other Submissions"). Informazioni valide al 29 ottobre 2026: dazi e procedure americane cambiano spesso, verifica sempre prima di spedire. Non è una consulenza doganale o fiscale.